Ora che Jerry Yang si è dimesso dal ruolo di CEO in Yahoo! la blogsfera italiana si è ripopolata dei soliti grandi strateghi del giorno dopo che tutti in coro ne hanno criticato l'operato ai tempi della mancata OPA da parte di Microsoft. Trovo che in questo conformismo vi sia un preoccupante limite tutto nostrano che ci impedisce di valutare gli eventi nello loro scala, che nel caso di Yahoo è quella mondiale. I blog italiani che si occupano di tecnologia e di internet sono evidentemente troppo presi a magnificare ogni minuscola novità targata Google per concepire che possa esistere qualche buona idea che non cominci per 'g'.
La vicenda Yahoo! ne è forse l'esempio più lampante. Nessuna analisi delle reali potenzialità di Yahoo!, nessuna cognizione del peso di questo network, nessun ragionamento neppure abbozzato sul rischio di creare un pericoloso duopolio. Solo digressioni sulla presunta "spregiudicatezza" di Yang nel rifiutare i milioni sonanti provenienti da Redmond. Eppure in tutta questa vicenda Yang è l'unico che abbia dimostrato di avere le palle (mi scuso per il termine poco consono a questo blog), l'unico che non abbia vacillato difronte a parecchi zeri anche sul proprio conto personale, l'unico che abbia anteposto Yahoo! alle semplici considerazioni di convenienza. Non sempre infatti l'interesse degli azionisti coincide con l'interesse della società, anzi spesso è il contrario. Perché il punto è proprio questo, Yahoo! non avrebbe un futuro se finisse nelle mani di Microsoft. I due modelli non sono amalgamabili in nessun modo, e molti servizi finirebbero per sovrapporsi. Il risultato sarebbe una sorta di assimilazione in cui l'acquirente assorbe quel che gli serve e abbandona il resto. Yang questo lo ha probabilmente capito e verso la società che ha fondato si è comportato da imprenditore e non da finanziere. Questa se mai è la sua unica colpa.
Io non so dire se Yahoo! riuscirà a mantenere la sua indipendenza, ma me lo auguro di cuore. Il perché sta tutto nei commenti che gli utenti Yahoo! hanno lasciato in coda al post con cui Yang annunciava la rinuncia al ruolo di CEO e che evidentemente nessuna delle blogstar italiane si è neppure sognata di leggere. Parole del tipo:
La vicenda Yahoo! ne è forse l'esempio più lampante. Nessuna analisi delle reali potenzialità di Yahoo!, nessuna cognizione del peso di questo network, nessun ragionamento neppure abbozzato sul rischio di creare un pericoloso duopolio. Solo digressioni sulla presunta "spregiudicatezza" di Yang nel rifiutare i milioni sonanti provenienti da Redmond. Eppure in tutta questa vicenda Yang è l'unico che abbia dimostrato di avere le palle (mi scuso per il termine poco consono a questo blog), l'unico che non abbia vacillato difronte a parecchi zeri anche sul proprio conto personale, l'unico che abbia anteposto Yahoo! alle semplici considerazioni di convenienza. Non sempre infatti l'interesse degli azionisti coincide con l'interesse della società, anzi spesso è il contrario. Perché il punto è proprio questo, Yahoo! non avrebbe un futuro se finisse nelle mani di Microsoft. I due modelli non sono amalgamabili in nessun modo, e molti servizi finirebbero per sovrapporsi. Il risultato sarebbe una sorta di assimilazione in cui l'acquirente assorbe quel che gli serve e abbandona il resto. Yang questo lo ha probabilmente capito e verso la società che ha fondato si è comportato da imprenditore e non da finanziere. Questa se mai è la sua unica colpa.
Io non so dire se Yahoo! riuscirà a mantenere la sua indipendenza, ma me lo auguro di cuore. Il perché sta tutto nei commenti che gli utenti Yahoo! hanno lasciato in coda al post con cui Yang annunciava la rinuncia al ruolo di CEO e che evidentemente nessuna delle blogstar italiane si è neppure sognata di leggere. Parole del tipo:
- Forget Microsoft.
- You have done a fantastic job, Mr. Yang.
- Fight the good fight Jerry!
- I am a subscriber to Yahoo and I have also been using the your email services of yahoo for many, many years. I was very happy when you decided to not sell to MS. Keep up the good work which ever position your at and stay true to your beliefs no matter what others say.
- I like yahoo because it is not msn or google
Tra tutte forse proprio quest'ultima è quella che meglio descrive il ruolo di Yahoo! La possibilità cioè di immaginare internet senza bisogno di associarvi un monopolio, di poter eseguire una ricerca senza passare per Google, di poter usare un messenger che non sia quello Microsoft, di poter scegliere in un sistema di reale concorrenza.
Ecco, io credo che i tanti "esperti" che oggi criticano Yang dall'alto delle mille viste giornaliere dei loro blog, in realtà di internet abbiano capito veramente poco, tanto da non comprendere il peso degli eventi di cui parlano. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che ad esempio Yahoo! è il primo sostenitore di FreeBsd, ha un ruolo determinante nelle vicende di Apache, e Perl, è tra i primi finanziatori dell'open source, e promuove (anziché contrastarla) la diffusione di Wikipedia e potrei proseguire a lungo... Tutte cose che accrescono la libertà di ognuno di noi e che non possono essere misurate in denaro. Ma vorrei essere chiaro fino in fondo, Yahoo! non è il bene come non lo è Google e come Microsoft non è il male. Ciò che fatico a comprendere è l'uniformità di pensiero di cui ho letto, quella ottusa volontà di fare l'interesse di sconosciuti finanzieri che certo non se la passano male quando in gioco c'è un pezzo importante delle libertà digitali di noi tutti.
Ecco, io credo che i tanti "esperti" che oggi criticano Yang dall'alto delle mille viste giornaliere dei loro blog, in realtà di internet abbiano capito veramente poco, tanto da non comprendere il peso degli eventi di cui parlano. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che ad esempio Yahoo! è il primo sostenitore di FreeBsd, ha un ruolo determinante nelle vicende di Apache, e Perl, è tra i primi finanziatori dell'open source, e promuove (anziché contrastarla) la diffusione di Wikipedia e potrei proseguire a lungo... Tutte cose che accrescono la libertà di ognuno di noi e che non possono essere misurate in denaro. Ma vorrei essere chiaro fino in fondo, Yahoo! non è il bene come non lo è Google e come Microsoft non è il male. Ciò che fatico a comprendere è l'uniformità di pensiero di cui ho letto, quella ottusa volontà di fare l'interesse di sconosciuti finanzieri che certo non se la passano male quando in gioco c'è un pezzo importante delle libertà digitali di noi tutti.
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