01 luglio 2009

iobloggo.com : un regolamento da prendere ad esempio

Io i contratti e le condizioni d'uso li leggo. E' un operazione noiosa che necessita di una buona tolleranza al burocratese ma al tempo stesso necessaria se si vuole capire cosa comporta premere il tasto "accetta". Su Blogger ci sto quasi da tre anni e non ho ragione di lamentarmi di nulla. Il servizio non è mai down, non mi impone nessun genere di pubblicità, si aggiorna e moltiplica le sue funzioni di continuo. C'è solo un aspetto che non mi è mai piaciuto troppo, e guarda caso si trova proprio nei termini di servizio:
Inviando, pubblicando o visualizzando Contenuti su o tramite i Servizi Google destinati ad essere disponibili per il pubblico, l'utente concede a Google una licenza non esclusiva, a livello mondiale e non soggetta a diritti d'autore per riprodurre, pubblicare e distribuire tali Contenuti sui Servizi Google unicamente al fine di visualizzare e distribuire i Servizi Google.
Non si tratta di una clausola particolarmente restrittiva e serve essenzialmente a tutelare la società sulla diffusione dei contenuti al di fuori del blog. Resta tuttavia il fatto che una parte dei diritti d'uso di ciò che si pubblica su Blogger di fatto viene girata a Google. Può essere un prezzo tutto sommato equo visti i vantaggi che ho detto sopra, ragione per cui non ho mai pensato di cambiare piattaforma.

L'approccio di Blogger è comune alla maggior parte dei servizi simili. Anzi in molti casi le condizioni imposte sono decisamente più sfavorevoli. E' per questo che sono rimasto particolarmente colpito dal regolamento di iobloggo.com. Il testo è insolitamente chiaro e lineare probabilmente perché non è stato scritto da una schiera di avvocati strapagati, poi al punto 5 si legge:
A differenza di molte altre piattaforme, la pubblicazione dei propri testi tramite iobloggo.com non comporta l'automatico cedimento dei relativi diritti di uso, modifica e pubblicazione a iobloggo.com. L'unico diritto vantato da iobloggo.com in relazione ai testi pubblicati è di rimuoverli qualora non siano conformi al regolamento.
Insomma una voce decisamente fuori dal coro che merita attenzione e che si colloca come valore aggiunto nell'ambito di un servizio gestito seriamente e con passione. Tutto sommato le alternative alle multinazionali divoratrici di dati esistono ancora.

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