25 febbraio 2009

Fast Defrag: liberare memoria ram nel sistema

Fast Defrag è uno dei migliori programmi installati nel mio computer. Sono arrivato a questa conclusione dopo averlo provato per alcuni mesi con ottimi risultati. La sua funzione principale è quella di liberare memoria RAM sia tramite un comando manuale sia -a scelta dell'utente- operando in background, il tutto con un ingombro minimo e un impiego di risorse limitatissimo. In più il Fast Defrag contiene una serie di tool che possono essere utilizzati per ottimizzare il sistema.

Ovviamente un programma di questo genere non serve a molto se si hanno 4 Gb di RAM. Viceversa si rivela straordinariamente utile se per esempio si usa Vista con poca memoria installata (512 Mb ad esempio) o ancora se in Windows Xp si vogliono eseguire due macchine virtauli in parallelo. I risultati sono sorprendenti tanto che non è difficile ottenere valori dell'ordine del 70% di memoria fisica disponibile anche in sistemi con poche risorse.

In più, il che non guasta, il programma ha una versione gratuita denominata Freeware ed è tradotto in italiano. Questa è la pagina per il download.

21 febbraio 2009

Tumblr Post e Tumblra, aggiornare Tumblr direttamente da Firefox o Opera

Tumblr deve sicuramente parte del suo successo alla semplicità con cui è possibile aggiungere contenuti che ricorda per alcuni versi quella di Twitter, pur essendo all'occorrenza decisamente più flessibile. Oltre che direttamente dal sito, Tumblr può essere aggiornato via mail o tramite AIM nonché tramite applicazioni terze parti che si interfaccino con le sue API pubbliche. Una delle soluzioni più comode in questo senso è disporre di strumenti integrati nel browser che consentono di postare al volo un qualsiasi contenuto che ci appaia interessante. Ed è questo che fanno Tumblr Post (una estensione per Firefox) e Tumblra (un Widget di Opera).

Tumblr Post può essere installato a partire da Firefox 1.5. E' disponibile solo in inglese e una volta installato si limita a posizionare la sua icona sulla barra di stato. Cliccandovi sopra con il pulsante destro del mouse si deve inizialmente scegliere la voce "Setting". Nella finestra di configurazione vanno inseriti i dati di login. A questo punto l'estensione è operativa. Per pubblicare testo, immagini, link, audio o video è sufficiente selezionare il contenuto dalla pagina web e trascinarlo sull'icona di Tumblr Post. Per impostazione predefinita il testo viene postato come citazione mentre se si vuole inserire un post tradizionale si può ricorrere alla voce "Write text entry..." disponibile sempre nel menù contestuale. Per ogni tipo di contenuto è anche possibile abilitare una finestra di dialogo che consente di inserire annotazioni o tag abilitando la voce "Show dialog for..." in ciascuna tipologia di post nella scheda di configurazione.

Tumblra è invece uno strumento meno evoluto, ma comunque molto comodo. Come tutti i Widget di Opera può essere posizionato sul desktop al di fouri della finestra del browser. Inseriti anche in questo caso i dati di login, Tumblra consente di inserire soltanto contenuti testuali. Di buono c'è che il modulo di immissione accetta l'HTML è quindi con un po' di pazienda si possono aggiungere link e formattare il contenuto.

19 febbraio 2009

Ma.gnolia, il rito del backup e la fragilità della rete

Alla fine Ma.gnolia ha gettato la spugna. Il servizio di social bookmarks nato tre anni fa ha annunciato la chiusura. Stavolta però la crisi non c'entra. Per chi non fosse al corrente dei fatti è accaduto circa un mese fa che il servizio venisse improvvisamente sospeso per via della corruzione del database su cui erano salvati i segnalibri degli utenti. Da allora i tecnici chiamati dalla società hanno tentato il recupero, anche solo parziale del database, dall'unico backup disponibile che a sua volta però era danneggiato. Dopo settimane di lavoro, non si è riusciti a ripristinare gli account ed il servizio chiude a tempo indeterminato.

Fa pensare come il rito del backup sia una pratica assai poco diffusa, se un sito che gestisce migliaia di utenti può permettesi di avere una solo copia di riserva senza neppure verificarne lo stato. Fa riflettere ancora di più la fragilità di alcuni servizi che dovrebbero cambiare la nostra vita on-line e che poi collassano magari per via di uno sbalzo di tensione...

17 febbraio 2009

Perché non sono su Facebook

Analisi sociologica semiseria sul perché Facebook è il male assoluto

1. dal nick al profilo
2. la ramificazione sociale
3. una tela di ragno
4. macchina per pubblicitari
5. non polarizziamoci

Un paio di anni fa, quando in Italia non se lo filava nessuno, mi iscrissi a Facebook. Mantenni attivo il profilo per un paio di settimane, quindi decisi di rimuoverlo. Le ragioni di questa scelta sono molte e questo post nasce proprio per condividerle con qualche eventuale passante.

Anzitutto va detto che Facebook non è posto per asociali. Invitare amici, contattare sconosciuti, farsi i fatti degli altri sono tutte attività imprescindibili se si vuole usare seriamente Facebook. Al di là delle considerazioni seguenti, è probabilmente questa la ragione fondamentale che mi tiene a distanza da Facebook. Non cerco alibi in tal senso. Tuttavia penso -magari a torto- di conoscere sufficientemente bene i meccanismi delle rete per poter azzardare un paio di critiche sensate sul perché questo genere di servizi rappresenti una involuzione della rete ed un potenziale rischio per gli utenti. Se a questo punto la noia non ha già preso il sopravvento procedete pure alla lettura ;)

1. dal nick al profilo

Ai tempi delle bbs o dei newsgroups gli utenti si identificavano solo attraverso un nickname. Se poi era necessario mantenere i contatti al massimo ci si scambiava l'indirizzo mail. Internet era un posto per pochi e si veniva giudicati per le cose che si era in grado di fare. Poi arrivarono i profili. L'idea cioè che l'identità in rete dovesse passare attraverso dati anagrafici, fotografie ed elenchi più o meno credibili di hobbies. Facebook esalta al massimo questo concetto e ne fa la sua stessa ragione d'essere. Su Facebook bisogna essere presenti con nome e cognome affinché la cosa funzioni. Ma non solo bisogna fornire al sistema informazioni sulla propria residenza, sulle scuole che si è frequentato, sull'occupazione che si svolge. E poi si condividono foto, filmati, pensieri, opinioni politiche, religiose e sociali. Il sistema è fatto apposta per essere massimamente comprensivo in modo da raggiungere ogni possibile aspetto della vita degli individui.

Ovviamente tutto ciò viene fatto con l'alibi di facilitare l'incontro delle persone riunendole per chiavi geografiche o sociali. Ma la domanda di fondo resta un altra: chi ha accesso a queste informazioni? Facebook da l'impressione che il controllo di tutto sia nella mani dell'utente che può impostare a sua discrezione i livelli di accesso ad ogni parte del suo profilo. La realtà è ben diversa. Facebook ha infatti pieno diritto d'accesso e d'uso di tutti i dati inseriti e su tutto il materiale caricato sul sito. Non solo, ogni volta che si accede ad una applicazione Facebook, occorre autorizzarne l'accesso ai dati del proprio profilo.

Tutto ciò ha come finalità principale quella di creare un sistema favorevole alla pubblicità, ma su questo tornerò in seguito. Qui mi preme sottolineare due aspetti. Uno, sui dati e sui contenuti caricati su Facebook si perde di fatto ogni controllo. Due, a discapito di tanta abbondanza di informazioni l'attendibilità dei profili rimane bassa. Clonare un account resta operazione semplicissima e non ci sono efficaci strumenti di controllo che evitino gli abusi. In sostanza chiunque può copiare dati ed immagini di un profilo e crearne uno identico con cui millantare una diversa identità.

Si tratta di problemi tutt'altro che limitati a Facebook. Basti pensare a quanti usano Gmail perché “fa figo” e non si rendono conto che la pubblicità contestuale che sta attorno ai messaggi presuppone che Google analizzi ed interpreti il contenuto della propria posta. Gli stessi che magari si lamentano dei banner generici che invece vengono visualizzati da Yahoo! o da Msn.

2. la ramificazione sociale

Nonostante abbia più di 175 milioni di iscritti Facebook, non produce alcun utile. Eppure pochi mesi fa Microsoft era disposta a pagarlo diversi miliardi di dollari. Il valore di Facebook sta tutto nella sua popolarità e nell'enorme database di informazioni che ha disposizione. Facebook non solo sa chi sei ma sa anche cosa ti piace, cosa odi, chi conosci, con chi comunichi, perfino quali sono le parole che usi più spesso. Un vero paradiso che rende reale il sogno di ogni campagna di marketing: la pubblicità su misura.

Affinché un sistema del genere, che ha costi altissimi e per ora è in passivo, possa restare sul mercato deve continuare a crescere. Non solo, deve crescere a ritmi sostenuti, possibilmente a tre cifre. Solo in questo modo si possono convincere gli investitori delle potenzialità di guadagno futuro del sistema nel suo complesso. Questo spiega perché la prima azione suggerita da Facebook dopo l'iscrizione è l'invio di un invito ai contatti associati alla mail con cui ci si è registrati. Già il fatto di fornire i propri dati di login ad un sito terzo dovrebbe far diffidare, ma ancora di più occorrerebbe valutare se sia il caso di fornire a Facebook dati di altre persone. In altri tempi siti come Badoo o Netlog che usavano tecniche simili furono pesantemente accusati di spam, su Facebook invece si è insolitamente tolleranti (come con Google a dire il vero).

3. un sostituto del web

L'interfaccia uniforme e pulita di Facebook (decisamente meno caotica rispetto a MySpace) è un'altra delle chiavi di successo del sito. L'ambiente rimane amichevole qualsiasi sia la pagina aperta, l'aggiornamento dello stato, l'inserimento di una foto, il rimando ad un link sono gestiti da semplici procedure guidate. Inoltre tutta l'attività dei propri contatti (come noterete non uso mai la parola “amici”) appare direttamente nelle proprie pagine creando un flusso continuo di informazioni con cui si interagisce senza neppure visitare il profilo delle altre persone. Tutto è pensato in modo che il proprio spazio su Facebook diventi un surrogato del web. Notizie, eventi, attività delle persone che si conoscono, aggiornamenti da siti, blog e microblog, tutto può confluire in una sola interfaccia. Chi usa servizi esterni, ad esempio un gestisce un blog, ha una album di foto su Flickr, o ascolta musica su last.fm, viene invitato a condividere automaticamente tutte le propri attività sulla propria pagina di profilo.

Lo scopo è sostanzialmente uno soltanto. Far rimanere gli utenti il più a lungo possibile su Facebook. E' una tecnica già vista su portali e siti di aggregazione, ma su Facebook si raggiunge un nuovo livello che pone il proprio profilo come sostituto di tutto il web. Qualsiasi informazione si cerci Facebook la può fornire senza abbandonare le sue pagine e senza quindi perdere di vista i propri contatti. Il messaggio in definitiva è proprio questo.

In tutto ciò, come forse sarà evidente, l'interazione umana è molto limitata, decisamente un passo indietro rispetto a quanto avviene nella blogsfera, sui forum o attraverso un programma di instant messaging. In questi casi infatti la comunicazione avviene ad un livello più elevato che presuppone la lettura attenta di ciò che scrive l'interlocutore e l'elaborazione di una risposta coerente e costruttiva. Su Facebook tutto si riduce spesso ad “alzare un pollice” di apprezzamento per una citazione o aggiungere quattro parole solo il messaggio di stato di un altra persona.

4. macchina per pubblicitari

Come ho accennato in precedenza tutto su Facebook sembra pensato per dar vita ad una serra protetta e filtrata in cui sia facile iniettare pubblicità dosata per ogni singolo utente. La forza ed il valore di Facebook stanno tutti qui. Se ne è accorta Microsoft che è già azionista di Facebook e se ne è accorto anche Google che ha più volte provato a stringere alleanze. Quando i vertici di Facebook decideranno di vendere (ed è solo questione di tempo...) l'acquirente disporrà di un database anagrafico/sociologico di immenso valore che di ogni individuo saprà dire area geografica, gusti, abitudini, e soprattutto interazioni sociali. Saper e“chi conosce chi” e “chi fa cosa” vuol dire poter modellare una offerta pubblicitaria plasmata attorno al singolo soggetto e variabile a seconda degli eventi i programma o delle persone che questo incontrerà, o ancora dei luoghi che visiterà.

Di questo ci si accorge già adesso, con le inserzioni presenti sul sito. L'affinità media tra prodotto suggerito e interesse dell'utente è sicuramente molto più alta che su qualsiasi altro sito web di pari dimensione. Per di più è anche piuttosto in voga l'abitudine di nascondere lo spot all'interno di aree che sono per grafica e colore identiche al contesto della pagine e quindi indistinguibili a prima vista. A tutti poi sarà capitato di visualizzare messaggi pubblicitari recanti il proprio nome, a dimostrazione -se ce ne fosse bisogno- che i dati forniti a Facbook sono oggetto di marketing spinto.

E la cosa forse più interessante di questo discorso è che Facebook non produce di per se nessun contenuto. Non è la miriade di informazioni rappresentata dal network di Yahoo! ne l'insieme di strumenti di ricerca ed indicizzazione di Google. Su Facebook tutto il contenuto parte dagli utenti che quindi implicitamente arricchiscono chi il sito lo gestisce.

5. non polarizziamoci

Concludo questa noiosa digressione con una nota sulla polarizzazione del web. Tutti i grandi soggetti della rete hanno la tendenza a catturare l'utente fornendo tutti gli strumenti di cui questi ha bisogno. Facebook esalta questa prassi unificando tutta l'attività on-line degli iscritti sotto una sola interfaccia dall'apparenza amichevole e pulita.

Tuttavia se questo modello dovesse affermarsi in via definitiva, e i presupposti ci sono tutti, le nostre identità digitali risulterebbero ingabbiate nelle decisioni di chi le gestisce. E dato che tutte le licenze d'uso lo prevedono esplicitamente, che succederà il giorno in cui il Facebook di turno deciderà di cambiare a suo favore le clausole del contratto e magari rivenderà a terzi i nostri dati o quanto abbiamo prodotto, scritto, fotografato e filmato? Già oggi migrare un blog da una piattaforma ad un'altra è un operazione complessa e al di fuori della portata del 90% degli utenti. Immaginate soltanto cosa accadrebbe se in gioco non ci fossero solo qualche centinaio di post ma tutta la ramificazione digitale della nostra vita.

Non sarò su Facebook, quindi. E questo perché non sono disposto a fornire a chicchessia le chiavi di accesso alla mia vita. Deciderò sempre da caso a caso, leggendomi le righe a corpo 6 dei contratti e spesso rinuncerò ad usare le nuove “meraviglie” della rete. La mia posizione è questa, e chissà che non sia condivisa anche da altri.

16 febbraio 2009

Feedburner: obbligatorio il passaggio a Google dal 28 febbraio

I contenuti di questo blog sono distribuiti in forma completa sia attraverso il feed fornito da Blogger (riconosciuto automaticamente dal browser) sia tramite Feedburner (attraverso l'icona nella sidebar). Spulciando sul blog di Andrea Beggi, stamane ho appreso che entro il 28 febbraio gli account Feedburner dovranno essere migrati su Google. In effetti entrando nel sito di Feedburner (non lo facevo da mesi) viene subito proposto l'aggiornamento del servizio. Se si dispone già di account Google/Gmail l'operazione è piuttosto semplice e richiede solo l'inserimento dei dati di login. A questo punto entro 72 ore l'account verrà associato alle nuove credenziali d'accesso.

Tra le conseguenza di questa decisione mi sembra di aver capito che:
  1. Tutti i vecchi feed cambieranno indirizzo anche se le vecchie URL rimarranno attive come redirect definitivo (in teoria quindi non è necesario comunicare nessun cambiamento ai sottoscrittori del feed, ma mi sorge più di un dubbio).
  2. Le statistiche di Feedburner verranno soppresse in favore di Google Analytics
Anche se la cosa mi tocca ben poco (chi volete mai che legga i feed di questo blog??) sembra che nel passaggio possa esserci un temporaneo (?) calo del numero di sottoscrittori.

Dal canto mio mi chiedo se questo genere di assimilazioni abbiamo senso. Se cioè non sarebbe più logico integrare i servizi a livello di dataserver/datacenter mantendoli però distinti per l'utenza finale che non credo sia molto interessata alle economie di scala di Google. Del resto finora si è sempre detto che tra i motivi per trasferire un feed su Feedburner vi era la sua invarianza. Era cioè possibile cambiare sito, piattaforma, tipo e forma dei contenuti senza toccare l'indirizzo del feed ma aggiornando semplicemente la sua origine. Mancando questo, non so quanta utilità rimanga.

15 febbraio 2009

Opera: Breve guida ai comandi nascosti

In Opera alcune funzioni possono essere richiamate inserendo un'apposita stringa nella barra degli indirizzi. Si tratta di strumenti avanzati che solitamente non sono attivabili attraverso l'interfaccia grafica e che consentono una regolazione "fine" del browser. Per vedere l'elenco dei comandi disponibili è sufficiente digitate nella barra degli indirizzi "opera:" ottenendo come risposta qualcosa di simile:
  • opera:cache | Da accesso all'elenco dei file contenuti nella cache del browser. Per ogni file viene mostrato il nome interno assegnato da Opera, la dimensione e l'indirizzi remoto da cui è stato scaricato.
  • opera:config | Lancia l'editor di configurazione che consente di modificare le impostazioni del browser. Alcune delle opzioni presenti sono disponibili anche nei vari menù, altre sono invece accessibili solo in questo modo o editando a mano i file di configurazione. Un esempio può essere la modifica dello User Agent.
  • opera:debug | Attiva uno strumento di debugging destinato agli sviluppatori.
  • opera:history | Visualizza una cronologia dettagliata ordinata per data, ora e sito web visitato con link diretto alla pagina.
  • opera:hystorysearch | Permette di eseguire una ricerca per parole chiave all'interno della cronologia del browser.
  • opera:plugins | Visualizza l'elenco dei plug-in abilitati nel browser. L'attivazione e la disattivazione dei plug-in avviene tramite le preferenze veloci richiamabili con il tasto F12.
  • opera:about | Visualizza una scheda informativa su Opera, sulla versione installata, sugli sviluppatori e sui credits.

10 febbraio 2009

Testare la sicurezza del Firewall

Breve elenco di siti che consentono di effettuare un test sull'efficacia della protezione offerta dal firewall: